Museo della Ganzaria

Breve storia sul museo

La costruzione, situata ad angolo tra via dei Greci e via Roma, risale al XIX secolo. Nacque come abitazione privata del Notaio Traversa, in seguito divenne prima scuola elementare, dopo guardia medica, sede della caserma dei Carabinieri, ufficio di collocamento ed infine attuale sede museale.

Il Museo occupa una superficie di circa 600 mq, ha sede in un edificio di proprietà della Provincia Regionale di Catania. Il Museo raccoglie e custodisce oggetti di interesse archeologico, storico, artistico, scientifico e etnico volti a mantenere la memoria storica.

Costumi Greco-Albanesi​

Gli Albanesi si integrarono talmente bene con la comunità Sammichelese da trasmettere i loro usi e costumi: difatti possiamo vedere i due costumi tipici albanesi della tradizione Arbëreshë.

Hypericum perforatum

Questa invece è una pianta officinale ovvero Iperico o erba di San Giovani, la cui pianta è caratterizzata da fiori gialli. Questi fiori fatti essiccare con dell’olio di oliva rilasciano un olio di colore rosso che si dice abbia dei benefici salutari come ad esempio quello di appianare le rughe o attenuare le scottature.

Pianta geografica del Regno di Sicilia, 1589​

La pianta geografica del Regno di Sicilia, divisa nei tre Valli Demone, di Noto e di Mazara, riporta l’antico toponimo di “Yanceria” pur con riferimento al borgo già costruito al centro abitato, a seguito di Licentia populandi ottenuta da don Antonio Gravina il Bellicoso il 25 settembre 1534, furono stipulati i Capitoli di fondazione tra il barone della Ganzaria e il greco-albanesi rappresentati da Nicola Bisurca e Antonio Figlia. Essi furono confermati vent’anni dopo dal vicerè Giacomo De Vega a Messina il 6 di novembre.

Casa degli Antichi Mestieri

Ricostruzione di una vecchia casa di San Michele di Ganzaria.
“Cavagna” realizzato a mano con la canna. Si usava per mettere la ricotta e poi venderla.
Ci sono anche questi attrezzi anitchi che servivano per mietere il grano.
Tipici unità di misura di un tempo, grano, fave, veccia ed altro.
Il ”Cagnizzo” si usava per asciugare i fichi e pomodori.
E c'è anche il tipico carretto siciliano.