Monumenti

CASTELLO DUCALE DEI GRAVINA

Del Castello, originariamente in muratura e con balconi e finestre, oggi rimane parte dei muri perimetrali, conservatisi soprattutto sul lato nord, dove s’osservano i resti di un balcone del piano superiore, e sul lato est, che mostra ancora un merlo ed un tratto del camminamento di ronda.

LA FONTANA

La fontana è un’opera del 1875, voluta dall’architetto Giambattista Nicastro ed è situata nel cuore del centro urbano, in Piazza Garibaldi. Strutturalmente la fontana è composta da una grande vasca suddivisa in quattro sezioni. A confine tra una sezione e l’altra sono poste delle sculture, che rappresentano un serpente con il  volto di un  drago. Al centro si innalza una colonnina, lungo la quale sono scolpiti quattro cigni ognuno dei quali si adagia una tartaruga che regge un catino. Tale catino regge a sua volta un catino più piccolo, attraverso una colonnina a forma di delfini

CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO

Comunemente conosciuta come Chiesa Madre, sorge in via Dei Greci ed è detta anche “ fanum gallorum” o tempio dei francesi poiché fu costruita dagli angioini nel XIII secolo. In origine si presentava come una chiesa di piccole dimensioni, ma nel corso dei secoli fu ingrandita e abbellita sempre più, subendo le influenze dei vari popoli che sono giunti a San Michele.

CHIESA DI SAN GIUSEPPE

Anticamente il suo nome fu “Chiesa di Santa Maria dell’Idria”.  All’interno sono custoditi un  quadro di Francesco Vaccaro,  “ Fuga in Egitto”, di fine 800’ e un’ altro quadro su tela in cui è raffigurata la Madonna greca di S. Maria di Odigitria. In quest’ultimo è inoltre raffigurato lo sbarco da una nave e altre imbarcazioni più piccole che ondeggiano sul mare: la scena simboleggia l’esilio degli Albanesi dalla loro terra natia, di cui sembrano vedersi ancora, a destra e a sinistra del quadro, i tetti delle case. Del quadro si ignora l’autore, però è senz’altro il segno più tangibile dell’antica origine greco-albanese.

CHIESA DEL ROSARIO

La Chiesa del Rosario in origine era dedicata a San Antonio Abate e risale alla fine del 600. È formata da una sola navata. Il campanile in stile albanese costruito nel XIX sec. L’interno della chiesa è stato restruturato alla fine del 700 in stile roccocò,   All’interno si possono ammirare rappresentazioni sacre. Infatti nel tetto troviamo un  dipinto di Salvatore La Spina del 1789, in cui spiccano due angeli che porgono una corona di rose alla Madonna, la quale  a sua volta porge un rosario a San Domenico.

Sotto c’è un cane dal manto nero e bianco che rappresenta l’ordine dei Domenicani e accanto si nota una donna con l’ancora che rappresenta la speranza. Accanto presente San Vincenzo con le ali e in fondo la scena c’è Lucifero che guarda atterrito la scena. Il pavimento è di fine 800 ma è stato constatato che sotto vi è un pavimento più antico risalente alla fine del 700. Nella Chiesa c’è, infine una botola che conduce ad una cripta.