Il fonte battesimale restaurato dopo il danneggiamento del 2011

"Un tesoro risorto per ben due volte". Questo è il titolo che riassume certamente la storia, in particolare degli ultimi vent'anni, del fonte del fonte battesimale seicentesco della chiesa madre di San Michele di Ganzaria. Dopo essere stato recuperato dalla Pro Loco, a metà degli anni '90, dall'oblio in cui versava da circa un secolo in un angolo buio e polveroso di una chiesa allora in stato di assoluto abbandono, adesso è giunta per esso la sua seconda "resurrezione". Da qualche giorno, infatti, il fonte battesimale, realizzato nel '600 con la pietra pece del Ragusano, è ritornato al suo posto più splendido che mai, per la felicità dell'intera comunità sammichelese. Il bene, a cui gli addetti ai lavori attribuiscono un inestimabile valore storico ed artistico, è stato sottoposto ad un minuzioso e delicato intervento di restauro, resosi necessario a seguito della distruzione della vasca battesimale avvenuta lo scorso 11 novembre. Quel tardo pomeriggio di autunno inoltrato, il prezioso bene si frantumò in centinaia di pezzi. In molti pensarono che quel "tesoro", che per i credenti spalanca le porte alla vita cristiana, non avrebbe più adempiuto, probabilmente per sempre, alla sua "missione", invece il miracolo è stato compiuto. Con un'opera a dir poco certosina di raccolta, catalogazione e ricomposizione dei pezzi, come si fa in un puzzle, la vasca del seicentesco è stata ricostruita, in ben 4 mesi di intenso e duro lavoro, presso un noto restauratore di Gela. "La comunità cittadina gioisce per aver ritrovato un bene di grande valore storico e culturale, a cui ogni sammichelese è legato", ha evidenziato con soddisfazione il parroco don Nino Maugeri.

Martino Geraci