Da “Santa Clelia” a “Santa Cricchia” un nome per trovare le antiche origini

Assonanza fonetica o mancanza di conoscenza della tradizionale locale? È questo l'interrogativo che da un po di tempo arrovella la Pro Loco Sammichelese che, a conclusione di un'accurata ricerca storica, ha acceso i riflettori sulla toponomastica di alcune strade di San Michele, partendo dall'antico quartiere di "Santa Cricchia", nome su cui ruota l'intero nocciolo della questione. Con una lettera indirizzata all'amministrazione comunale il presidente dell'associazione, Giovanni Scirè, ha chiesto la variazione della denominazione della via più importante di questo storico rione dall'attuale "Santa Clelia" a "Santa Cricchia". Richiesta che la Pro Loco ha motivato per due ordini di ragioni: "Santa Cricchia" è il nome con cui l'antica tradizione popolare sammichelese indicava l'accesso all'omonimo quartiere; l'appellativo in questione richiama altresì le origini greco-albanesi della comunità, perché "Cricchia" deriva dall'Albanese "Kriqe-Ja" che significa Croce. La Pro Loco, inoltre, non ha trovato alcuna relazione di culto in paese tra l'attuale via "Santa Clelia" e due Sante della Chiesa cattolica (Santa Clelia Nanetti e Santa Clelia Barbieri) che portano lo stesso nome. È probabile, quindi, che l'amministrazione del tempo, siamo intorno alla metà degli anni '60, abbia attribuito alla strada il toponimo di "San Clelia" per un'assonanza fonetica. « Voler conservare la memoria storica di questo paese - spiega il presidente della Pro Loco, Giovanni Scirè - è una delle nostre priorità. Aver voluto richiamare l'attenzione su questa via e soprattutto su questo quartiere non è un mero esercizio per fare qualcosa, ma si allaccia alla forte volontà di mantenere queste tracce della nostra storia e tramandarle alle future generazioni. Oggi la cultura e la tradizione popolare rischiano di immergersi nel grande calderone della globalizzazione ».

Martino Geraci