Al Museo della Ganzaria per riscoprire la storia e l’arte del “rummolo” simbolo della sicilianità

Una domenica all'insegna di cultura e tradizioni popolari del paese

La sua forza risiede nella capacità dimostrata negli anni di aggregare persone con età, cultura ed estrazione sociale diversa. Caratteristiche che le hanno consentito di ritagliarsi un ruolo di primissimo piano, se non assoluto, nel panorama associativo di San Michele di Ganzaria, diventando al contempo un "faro" per quanti, anche nei paesi limitrofi, intendano approfondire il proprio patrimonio di conoscenze dei beni materiali e immateriali del territorio. Questi sono elementi distintivi che ci conducono dritti alla Pro Loco Sammichelese, che, domenica mattina, ha promosso al Museo provinciale della Ganzaria, un evento culturale che ha messo in mostra sia la storia del paese, accompagnata da canti e poesie in dialetto siciliano, sia la valenza sociale di un semplice oggetto a forma di cono, il "Rummulo", tradotto significa trottola, con cui hanno giocato per strada intere generazioni. Di trottole, aventi forme e colori differenti, ne sono state esposte all'incirca una ventina, provenienti dalla collezione privata dall'esperto Mario Guccione. I visitatori, inoltre, hanno potuto "gustare" l'essenza più autentica e verace della sicilianità, che la Pro Loco sta cercando di rivalutare da 25 anni, cioè da quando è guidata da Giovanni Scirè, attraverso l'arte, la cultura, l'antropologia e l'ambiente. « Fin da quando mi sono insediato alla guida dell'associazione - spiega Giovanni Scirè - ho ritenuto necessario avviare ricerche finalizzate a preservare quell'immenso patrimonio di tradizioni storiche, linguistiche, usi e costumi di cui dispone il nostro territorio. Attività che ha trovato concretezza nella pubblicazione di otto libri, nei restauri di diverse opere d'arte e nelle tante rappresentazioni teatrali che abbiamo proposto al Museo della Ganzaria. Ciò è frutto di un lavoro immenso realizzato grazie alla collaborazione e soprattutto alla passione dei tanti volontari che ci seguono ». La forza della Pro Loco, infatti, è quella di saper tenere uniti soci e simpatizzanti, che in tutto sfiorano le cento unità, dato non da poco per un paese in via di spopolamento. « Collaboro da anni con la Pro Loco - racconta Mario Guccione - perché sono tra i pochi, forse gli unici, ad aver compreso che lo sviluppo turistico non può prescindere prima dalla conoscenza e poi dalla rivalutazione dell'ambiente e delle antiche pratiche artigianali ». Tra le sue fila l'associazione può contare anche su tanti giovani, come la 28enne Maria Rita Rizzo: « È come se fossimo in una grande famiglia, dove c'è rispetto per le idee e i pensieri altrui e, soprattutto, comunione di intenti sulle iniziative da portare avanti per far conoscere fuori San Michele ». Parole riprese dalla 24enne Pamela Dieli: « È un ambiente in cui respiro cultura allo stato "puro", riscoprendo le radici della nostra "sicilianità" ».

Martino Geraci